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Distanza di sicurezza e altro...

Le componenti della distanza di sicurezza

La distanza di sicurezza è la distanza che ogni veicolo deve mantenere da quello che lo precede, per potersi arrestare, quando necessario, senza tamponarlo. Nella valutazione della distanza di sicurezza è importante tenere in considerazione alcuni fattori : la prontezza dei riflessi del conducente; il tipo e lo stato di efficienza del veicolo; la velocità; la visibilità e le condizioni atmosferiche; le condizioni del traffico; la pendenza della strada e l'entità del carico.
In teoria, nel calcolo di questa distanza si dovrebbe considerare solo l'equivalente della distanza percorsa in un secondo, cioè nel tempo mediamente impiegato per decidere se l'accensione dello stop del veicolo che precede implica la necessità di una nostra frenata e quindi agire di conseguenza. Si dà infatti per scontato che il veicolo davanti ha uno spazio di arresto uguale a quello del veicolo che segue.
Nella pratica, secondo i principi della guida difensiva, occorre considerare che il veicolo davanti potrebbe avere le luci di stop non funzionanti, o che il suo spazio di arresto potrebbe essere limitato da un tamponamento.

Quale deve essere la distanza di sicurezza?

Tenuto conto che al raddoppio della velocità corrisponde uno spazio di frenata quadruplo, è prudente non scendere mai (neanche nella fase iniziale di un sorpasso, quando cioè si inizia ad uscire dalla "scia" del veicolo che precede) al di sotto delle seguenti distanze dal veicolo che precede:

km/h

dist. sicurezza minima in metri

equivalente a

50

25 

lunghezza di due autobus

90

40

più di due autotreni

130

130

un campo da calcio

E la guida in caso di nebbia

La nebbia è la condensazione dell'umidità atmosferica in piccolissime gocce d'acqua. E' più facile trovarla in zone basse ed in prossimità di corsi d'acqua, boschi ecc., ed in calma di vento. Nello strato d'aria di circa 20 cm immediatamente sopra il suolo la nebbia è molto più rada o scompare; in questo strato si insinua il raggio luminoso dei proiettori fendinebbia, che per questo motivo devono essere montati in basso ed avere un'emissione molto contenuta verso l'alto.
La nebbia ha la pessima caratteristica di assorbire e disperdere la luce (l'accensione dei proiettori di profondità crea solo un pericoloso "muro luminoso"), di diminuire il contrasto e la differenza dei colori e quindi la visibilità degli oggetti. Per questo, è meglio non illudersi troppo sull'efficacia dei fendinebbia anteriori: sono ottimi per migliorare la visibilità delle strisce di margine o di corsia, ma potrebbero essere insufficienti per la percezione di ostacoli. Con la nebbia diventa anche più difficile la valutazione della differenza di velocità con il veicolo che precede.
La nebbia è inoltre inevitabilmente associata ad asfalto umido.

La nebbia è un nemico mortale.

Ogni anno sono centinaia le vittime di imprudenze durante la guida con nebbia, spesso in colossali tanponamenti a catena ma anche in uscite di strada, impatti con alberi, pali, spallette di ponti o in scontri frontali. Valutate obiettivamente le vostre necessità di mobilità con l'automobile; se potete, rinunciatevi e preferite il treno. Con la nebbia, la vostra incolumità è condizionata non solo dal vostro comportamento, ma soprattutto dal comportamento (e dagli errori) degli altri. La tecnologia propone dispositivi, alcuni ancora sperimentali, che si dichiarano in grado di assistervi o di informarvi nella guida nella nebbia; se ve ne siete dotati, apprezzandone l'utilità, non affidatevi tuttavia solo ed interamente ad essi. Rimane il rischio di essere coinvolti in incidenti di chi non ne è provvisto, o di malfunzionamenti o mancate risposte del dispositivo per situazioni anomale.

Il consiglio fondamentale è: diminuire la velocità e rendersi visibili.


La velocità dovrà essere mantenuta nei limiti imposti dalla visibilità di oggetti non emettitori di luce. Occorre infatti mettersi nella condizione di poter percepire in tempo la presenza di un ostacolo e di poter poi arrestare il veicolo.

La seguente tabella potrà aiutarvi: ad ogni distanza in cui è visibile un oggetto non luminoso (alberi, guard-rail, strisce sull'asfalto, carrozzerie di veicoli) corrisponde una velocità.

km/h

dist. sicurezza minima in metri

equivalente a

 

 

 

8

due autovetture

10 km/h

10

un grosso furgone

20 km/h

20

un po' più di un autotreno

30 km/h

30

un autotreno e un autobus

35 km/h

40

due autostrade affiancate

40 km/h

50

mezzo campo da calcio

50 km/h

100

un campo da calcio

100 km/h

 

Ausili nella guida e strategie da adottare durante la marcia in caso di nebbia

Nella nebbia, la cosa più importante è vedere ed essere visti. Anche di giorno, accendete gli anabbaglianti e, se il veicolo ne è dotato, i fendinebbia. Accendere gli abbaglianti non aiuta a vedere (anzi è dannoso), ma in certe situazioni rende più visibili.

Accendete le luci posteriori antinebbia.

Rispettate le indicazioni luminose "a messaggio variabile" che trovate lungo la strada, in particolare le limitazioni di velocità.

Prestate attenzione ai messaggi ed alle informazioni che possono essere trasmessi per radio.

 

Concentrate l'attenzione sulla strada e sulla guida.

Se si percorre un lungo tratto senza traffico in nebbia fitta, l'occhio - in mancanza di stimoli - tende a focalizzarsi su una distanza "di riposo" di circa tre metri: MANTENETE L'ATTENZIONE MOLTO PIU' IN AVANTI. Non fate l'errore di tenere l'andatura di chi vi sta davanti, seguendone le luci, se superiore a quella indicata in tabella: non avete nessuna garanzia che quel conducente abbia una visibilità migliore della vostra.

Evitate il sorpasso nelle strade con carreggiata a doppio senso.

Nel caso in cui ci si debba fermare è bene farlo solo in caso di necessità e fuori della carreggiata, rallentando gradualmente; attivate in ogni caso la segnalazione luminosa di pericolo (indicatori di direzione simultanei) e tenete accesi gli antinebbia posteriori. Se si tratta di una sosta di emergenza, seguite precauzioni supplementari.
Bibliografia:
Min. LL.PP. - OCSE, Guida in condizioni atmosferiche avverse.

Guida nella pioggia

L'aquaplaning e i fattori che lo influenzano.
L'aquaplaning indica il galleggiamento del veicolo su uno strato d'acqua raccoltosi sul fondo stradale anche per cause diverse dalla pioggia; davanti al pneumatico si forma un "cuneo" di acqua che gli intagli sul battistrada non sono più in grado di "pompare" lateralmente, finchè il pneumatico perde completamente aderenza. Il fenomeno aumenta in proporzione allo spessore dello strato d'acqua, all'usura del battistrada, alla velocità del veicolo. A parità di questi elementi, viene esaltato dalla pressione del pneumatico inferiore al normale o dalla condizione di veicolo scarico (diminuisce la pressione sul suolo per cm^2 di impronta del pneumatico).

La strategia fondamentale (riduzione della velocità, ricalcolo della distanza di sicurezza).
In caso di pioggia occorre procedere guidando con attenzione mantenendo una velocità moderata, evitando brusche accelerazioni, decelerazioni e improvvise sterzate. Particolarmente insidiose possono essere le pozzanghere, quando - come spesso accade - non se ne conosce la profondità. Alcuni tratti di strada possono essere seriamente allagati: affrontarli a velocità eccessiva implica la certezza della assoluta ingovernabilità del veicolo. La ridotta aderenza rende necessario aumentare in modo consistente la distanza di sicurezza, dal 20 all' 80% a secondo delle condizioni.
Nelle frenate di emergenza con blocco delle ruote, su terreno bagnato, occorre affrontare un duplice rischio: l'allungamento dello spazio di arresto e la ingovernabilità del veicolo, che non risponde ai comandi dello sterzo.
Entrambi sono il risultato della scarsa aderenza, e possono essere favorevolmente risolti dall'ABS, ma solo entro certi limiti.
La scarsa visibilità in caso di pioggia può implicare la necessità di accendere le luci, comprese quelle posteriori antinebbia; in casi estremi può essere consigliabile fermarsi. In questo caso, è opportuno adottare le precauzioni principali previste per la sosta di emergenza. Rendersi visibili e segnalare l'ingombro
In caso di sosta di emergenza è bene fermarsi, se possibile, in condizione di sicurezza, fuori della carreggiata, segnalando il veicolo o rendendolo comunque visibile. Per segnalare l'ingombro è necessario utilizzare, di giorno, il triangolo, di notte, le luci di posizione o di emergenza, o, se queste non funzionano, l'apposito segnale (il triangolo), collocato in posizione stabile ad almeno 30 metri dalla parte posteriore del veicolo.
In condizioni di scarsa visibilità, la sosta di emergenza e l'esecuzione di operazioni quali la sostituzione di un pneumatico possono esporre a gravi rischi. In questo caso è di fondamentale importanza fermarsi il più lontano possibile dalle corsie di transito e accentuare con tutti i mezzi possibili la visibilità del veicolo: accendete anche le luci posteriori antinebbia e i fari anteriori, oltre che le luci di emergenza. Talvolta sui veicoli queste luci sono fissate sul portellone posteriore, che viene lasciato aperto in alto, ad esempio dopo l'estrazione della ruota di scorta, rendendole quindi invisibili: ricordate di richiudere il portellone.
Anche chi esegue operazioni di emergenza deve rendersi il più possibile visibile, indossando, come prescritto dal Codice della Strada, il giubbotto o le bretelle ad alta visibilità; durante le operazioni, è importante tenere d'occhio anche i veicoli sopraggiungenti, in modo da percepire con anticipo situazioni di pericolo per poter tentare di schivarle.

Fare uscire tutti

In caso di sosta di emergenza a lato della carreggiata, soprattutto in condizioni di scarsa visibilità, è opportuno che gli occupanti escano dal veicolo e si dispongano quanto più possibile sul margine destro della stessa, per evitare potenziali tamponamenti da parte dei veicoli sopraggiungenti.

 

 

 
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