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Cosa significa apprendere? Come si acquisiscono le norme consolidate consensualmente?
Quali sono i mezzi e le conoscenze necessari all’ apprendimento?
L’ essere umano, secondo le teorie del cognitivismo, utilizza un modello mentale dell’ apprendimento che lo spinge ad essere “economico” dal punto di vista comunicativo e altamente “conservativo”, una prova della prima caratteristica si riscontra nel fatto che tendiamo a creare schematizzazioni utilizzando spesso stereotipi.
Per esempio quando chiediamo a qualcuno di aprire una finestra non gli indichiamo esattamente i movimenti che deve compiere, come invece saremmo costretti a fare se ci rivolgessimo a una macchina. In altri termini, l’ azione di aprire la finestra contiene una molteplicità di gesti che nel parlare consideriamo impliciti.
Una conseguenza, invece, della conservatività è data dal fatto che, in genere, tendiamo a riportare tutto ciò che apprendiamo alla nostra conoscenza e esperienza passata, quindi riconduciamo ogni nuova azione ad uno schema mentale già acquisito.
Ci sono infatti vari livelli di conoscenza: alcuni che riguardano i contenuti informativi e altri che fanno riferimento alle modalità di apprendimento, cioè all’ atteggiamento da tenere per ampliare la conoscenza e al modo di organizzare e integrare la nuova informazione.
Per esempio studiare una lingua come il francese può essere utile per lo studio del tedesco, anche se quest’ ultimo non ha una comunanza particolarmente stretta con il primo. Quello che li può “accumunare” è piuttosto il modo, la metodologia acquisita nel primo caso per affrontare lo studio di una lingua straniera.
C’ è un fattore importante che interviene nel processo di apprendimento: l’ individuo è inserito in un ambiente di supporto dove ha la possibilità di navigare in una serie multipla di occasioni informative.
In altri termini, quando cerchiamo di acquisire una conoscenza consensualmente data, ci troviamo inseriti in un ambiente di apprendimento quasi sempre composto da fonti di conoscenza mista, cioè caratterizzato dalla presenza di oggetti informativi fra loro eterogenei.






