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Guerra all'illegalità!

Dichiariamo guerra contro l’illegalità Continuano le polemiche sui corsi per i maggiorenni che vogliono guidare un ciclomotore. I comportamenti scorretti di qualche autoscuola non possono gettare fango sull’intera categoria. Auto con guida senza patente

È tornato alla ribalta nello scorso mese di febbraio il dibattito sul conseguimento dell’abilitazione alla guida dei ciclomotori da parte dei nati fino al 30 settembre 1987. Purtroppo lo spunto parte dal riuscito tentativo, ovviamente provocatorio, di ottenere l’attestato di frequenza da parte di un’autoscuola senza frequentare le lezioni.

Palese la ferma condanna dell' UNASCA  per il comportamento del “collega”, unita all’ impegno ad assumere ogni iniziativa atta a difendere l’immagine e la credibilità della categoria, con la speranza che in questi casi l’azione dei giornalisti vada oltre la cronaca e si tramuti in collaborazione con gli organi giudiziari e amministrativi per la repressione dei gravi reati di cui sono a conoscenza o, come in questo caso, testimoni diretti.

Vale la pena di ripercorrere la storia delle ripetute modifiche che la norma in questione ha subito per avere a disposizione un quadro completo e metter a confronto le diverse riflessioni. Nell’agosto del 2003 si stabiliva che anche i maggiorenni dovessero conseguire il “patentino” per guidare ciclomotori o microcar fissando la data limite del 1 luglio 2005. Nei 23 mesi successivi circa 20.000 aspiranti hanno sostenuto l’esame di abilitazione dopo aver frequentato, per la massima parte, il corso in autoscuola, sebbene non obbligatorio.

Il giorno stesso della scadenza è stata modificata la legge rinviando al 1º ottobre l’entrata in vigore ed esonerando in toto i soliti fiduciosi del condono dell’ultimo minuto. Le autoscuole hanno fatto rilevare che quest’ultimo provvedimento certo non era improntato né ai principi di coerenza né a quelli di sicurezza della circolazione stradale e hanno accolto con favore la successiva modifica che, pur mantenendo la esenzione dall’esame quanto meno prevedeva un percorso di formazione, o aggiornamento trattandosi in cospicua misura di ex titolari di patente di guida. Se poi, a fronte di migliaia di persone che hanno regolarmente frequentato il corso, alcuni sono riusciti a trovare una soluzione illegale per evitare le dodici ore di lezione, pur rammaricandoci dell’accaduto, non possiamo che valutare positivamente il risultato nel suo complesso. Ovviamente se ci fosse la volontà di eliminare la vigente sanatoria e ripristinare l’esame, non potremmo che essere assolutamente favorevoli.

Resta comunque il problema del rispetto della legalità, che noi vorremmo che crescesse quale sentimento diffuso nella popolazione con conseguente estirpazione alla radice dei fenomeni di abuso. C’è da sperare che le lezioni complementari tenute nella scuola all’interno dei corsi per il conseguimento del certificato di idoneità alla guida dei ciclomotori, finalizzate appunto all’educazione alla legalità, permettano di far maturare nei giovani un atteggiamento di rifiuto delle “scorciatoie” che è purtroppo non abbastanza diffuso al momento nel complesso dei cittadini.

Dal canto nostro abbiamo avviato negli ultimi mesi dello scorso anno - e proseguiamo attualmente - la attivazione di seminari su tutto il territorio per illustrare e dibattere in merito alle responsabilità derivanti dal rilascio di attestazioni mendaci, con particolare evidenza delle conseguenze nelle quali l’autoscuola potrebbe incorrere. Siamo inoltre impegnati nell’analisi di sistemi di controllo di tipo automatico ed oggettivo che possano essere adottati per dare maggiore efficacia all’azione di controllo esercitata dagli organi deputati.

Si confida nel fatto che la tecnologia possa offrire un valido aiuto e che si percorra ogni strada che consenta di migliorare l’attuale sistema per garantire sempre più il rispetto delle regole, la dignità di chi lavora seriamente e lo sviluppo della sicurezza stradale.

 

 

 
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