SAR Autoscuole Belluno

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Varie

  • Violazioni: reato continuato

Nella rideterminazione della pena per effetto della continuazione del reato è necessario accertare l'unitarietà del disegno criminoso di cui all'art. 81, c. 2, CP; a tale riguardo non possono essere presi in considerazione tutti quei fatti costituenti reato che sono stati commessi per l'insorgenza di fattori completamente estranei, per loro natura, all'iniziale disegno criminoso o che si sono dimostrati espressione di una abitualità o, addirittura, di un costume di vita.

        CORTE DI CASSAZIONE, SEZ. I PENALE - 5 GIUGNO 2006, N. 19340
Presidente: Gemelli - Relatore: Corradini - Parti: M. R. - Tribunale di Alessandria
 
  • inversione di marcia in ambito autostradale
L'inversione del senso di marcia nel piazzale antistante a un casello autostradale costituisce violazione dell'art. 176 CDS.
 
 CORTE DI CASSAZIONE, SEZ. II CIVILE - 23 MAGGIO 2006, N. 12170
Presidente: Spadone - Relatore: Bucciante - Parti: B. A. - Prefettura Novara
 
  • Guida di motociclo con patente B
La condotta del conducente che pur essendo in possesso della patente di categoria B circola a bordo di un motociclo senza avere conseguito la patente di categoria A è sanzionabile in base all'art. 116, comma 3, CDS (guida senza patente). Risulta quindi esclusa la possibilità di invocare l'applicazione dell'art. 125, comma 3, CDS che prevede, in presenza di una infrazione di minore gravità quale la guida di un veicolo con patente di categoria diversa, una sanzione più lieve.
 CORTE DI CASSAZIONE, SEZ. II CIVILE - 25 OTTOBRE 2006, N. 22903 
 

Presidente: Pontorieri - Relatore: Ebner - Parti: G. G. - Polizia Municipale Palermo, Prefettura Palermo 

  • Autostrade: manovre in aree adducenti

Gli spazi per l’incolonnamento dei veicoli ai caselli fanno parte delle autostrade stesse e sono soggetti alla medesima disciplina qualunque sia la conformazione del tratto terminale (carreggiata, svincolo, rampa o altro). In tali punti l'inversione del senso di marcia del veicolo rappresenta pertanto comportamento sanzionabile ai sensi dell'art. 176 CDS.

        CORTE DI CASSAZIONE, SEZ. II CIVILE - 25 OTTOBRE 2006, N. 22904

Presidente: Pontorieri - Relatore: Bucciante - Parti: M. G. - Ufficio Territoriale Governo Bologna

  • Sosta vietata

Parcheggiare il veicolo in luogo vietato costituisce violazione del Codice della strada anche se la condotta si pone nell'ambito di adempimento di un dovere d'ufficio e il conducente era stato autorizzato a utilizzare la propria autovettura (nella fattispecie l'autorizzazione era stata rilasciata dal presidente di un organo giurisdizionale. Ciò, osserva la Corte di cassazione, non appare legittimo per cui il conducente che ha parcheggiato in luogo vietato non può invocare alcuna esimente di responsabilità. Al presidente di un organo giurisdizionale non spetta, infatti, alcun potere di deroga ai divieti di sosta stabiliti dalla competente autorità amministrativa: non soltanto la sua autorizzazione, ma anche un eventuale suo ordine di parcheggiare in zona vietata sarebbe stato illegittimo e sindacabile).

        CORTE DI CASSAZIONE, SEZ. I CIVILE - 26 OTTOBRE 2006, N. 23016

Presidente: Losavio - Relatore: De Chiara - Parti: Comune Tortona - S. D.

  • Divieti di circolazione sulle strade

  E' rivolta alla tutela della salute e della pubblica igiene l'ordinanza emessa in base all'art. 54, DLG 267/2000. L'entità delle sanzioni previste dall'ordinanza a carico del trasgressore chiariscono e confermano, in caso di incertezza interpretativa determinata da un richiamo dell'art. 7 CDS, se si è effettivamente in presenza di un provvedimento previsto dal DLG 267/2000 citato a tutela della salute pubblica.

        CORTE DI CASSAZIONE, SEZ. II CIVILE - 30 OTTOBRE 2006, N. 23336

Presidente: Elefante - Relatore: Triola - Parti: L. C. - Comune Numana

  • Violazioni: applicazione sanzione più favorevole

In base alle regole sulla successione delle leggi penali nel tempo disciplinate dall'art. 2 CP, l'entrata in vigore di una legge più favorevole ne determina l'applicazione ai reati precedentemente commessi. L'applicazione della legge più favorevole è prevista anche qualora il legislatore intervenga nuovamente sulla materia introducendo un trattamento meno favorevole (si fa riferimento al reato di cui all'art. 186 CP, attribuito dal DLG n. 274/2000 alla competenza del Giudice di pace e nuovamente riportato alla competenza del tribunale, per effetto della legge n. 214/2003, con il ripristino delle sanzioni penali originariamente previste).

        CORTE DI CASSAZIONE, SEZ. IV PENALE - 12 APRILE 2006, N. 12886

  • Assicurazione RCA: liquidazione equitativa del danno biologico

Al momento della liquidazione equitativa del danno biologico (nella specie per postumi del 4%) avvenuta con il ricorso ai criteri standardizzati e predefiniti delle cosiddette "tabelle", il giudice del merito deve procedere alla c.d. personalizzazione dei criteri tabellari in modo da adeguarli al caso concreto.

        CORTE DI CASSAZIONE, SEZ. III CIVILE - 12 APRILE 2006, N. 8624

Presidente: Vittoria - Relatore: Talevi - Parti: I. A., B. D. - Impresa AAA - ed altri

Presidente: Iacopino - Relatore: Bianchi - Parti: G. R. - Giudice di Pace Cuneo

  • Efficacia probatoria del verbale e dichiarazioni agenti

Va accolta l'opposizione avverso il verbale di accertamento di una violazione dell'art. 142 CDS qualora si accerti l'incoerenza tra l'affermazione del capo pattuglia (secondo cui il veicolo non era stato fermato in quanto transitava in terza corsia e per tale ragione poteva essere sfuggito agli agenti della seconda pattuglia) e quanto invece affermato nel verbale di accertamento (in cui si motiva l'impossibilità di fermare il veicolo per il suo rapido allontanamento dopo l'avvenuta rilevazione della velocità).
        CORTE DI CASSAZIONE, SEZ. I CIVILE - 9 NOVEMBRE 2006, N. 23923
Presidente: Cappuccio - Relatore: Petitti - Parti: Prefettura di Vercelli - S. P.

manutenzione e responsabilità della pubblica amministrazione

        Nell'accertamento delle cause e delle responsabilità di un incidente stradale si devono considerare, oltre alla condotta di guida del conducente, anche le condizioni ambientali in cui si è verificato il sinistro.

        In particolare, in caso di urto di un veicolo contro le strutture che delimitano un cantiere stradale, non si può addebitare al comune la responsabilità dell'incidente ex art. 2051 CC se il cantiere era sufficientemente segnalato, le condizioni meteorologiche e di luminosità ottimali e il conducente del veicolo che seguiva quello coinvolto era stato in grado di arrestare la marcia tempestivamente e senza problemi.

CORTE DI CASSAZIONE, SEZ. III CIVILE - 24 APRILE 2008, N. 10657

Presidente: Mazza - Consigliere Estensore: Bisogni - Parti: G. C., E. A. B. - Società XXXX 

 

Sosta: principi

L’art. 157, c. 6, CDS non contempla solo la fattispecie secondo cui nelle zone in cui la sosta è permessa per un tempo limitato i conducenti sono obbligati a segnalare, in modo chiaro e visibile, l’orario di inizio della sosta. La norma citata prevede infatti anche il caso in cui se esiste un dispositivo di controllo della durata della sosta il conducente ha obbligo di porlo in funzione all’inizio della sosta stessa.

CORTE DI CASSAZIONE, SEZ. II CIVILE - 24 APRILE 2008, N. 10785

Presidente: Settimj - Consigliere Estensore: Bertuzzi - Parti: Comune di Ostuni - Q. F.

 

Incidenti stradali: responsabilità in generale

        In tema di circolazione stradale i conducenti dei veicoli sono vincolati all’obbligo del neminem laedere. Ne consegue che la violazione di tale principio, anche se avvenuta con comportamenti che non sono sanzionati dalla legge, costituisce pur sempre colpa per imprudenza e determina responsabilità penale in caso di morte o lesioni a terzi.

CORTE DI CASSAZIONE, SEZ. IV PENALE - 30 APRILE 2008, N. 17485

Presidente: Romis - Consigliere Estensore: D'Isa - Parti: C. G. - Corte d'Appello di Lecce

 

obbligo di arrestarsi e prestare soccorso - omissione

In tema di circolazione stradale il reato di cui all’art. 189, comma 6 e 7, CDS si configura anche quando la consapevolezza che la persona coinvolta nell’incidente ha bisogno di soccorso sussiste sotto il profilo del dolo eventuale. A tale riguardo il dolo eventuale può riguardare non solo l’elemento volitivo ma può anche attenere l’elemento intellettivo se l’utente della strada rifiuta consapevolmente di accertare la sussistenza degli elementi in presenza dei quali il suo comportamento costituisce reato e ne accetta pertanto l’esistenza.

CORTE DI CASSAZIONE, SEZ. IV PENALE - 30 APRILE 2008, N. 17530

Presidente: Galbiati - Consigliere Estensore: Romis - Parti F. A. - Corte d'Appello di Trento

 

Incidenti stradali: responsabilità in generale

        In tema di danni a terzi derivanti dalla circolazione stradale si può rispondere del reato di lesioni personali colpose anche quando l'evento non si è verificato esclusivamente per colpa dell'imputato ma è stato provocato da un concorso di colpa altrui o da cause esterne. Va inoltre precisato che la responsabilità di tale reato si configura anche in presenza di una semplice colpa generica, senza che sia richiesta l'inosservanza di regole precise dettate dalla disciplina sulla circolazione stradale.

CORTE DI CASSAZIONE, SEZ. IV PENALE - 30 APRILE 2008, N. 17562

Presidente: Campanato - Consigliere Estensore: Brusco - Parti: Pubblico Ministero presso Tribunale di Crotone - L.R. G. 

Patente: sospensione quale sanzione accessoria

La sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida deve essere applicata tutte le volte che, con una violazione del codice della strada, si siano cagionate lesioni colpose a terzi, a prescindere dal fatto che il prefetto ne abbia già disposto la sospensione in via cautelare.

CORTE DI CASSAZIONE, SEZ. IV PENALE - 30 APRILE 2008, N. 17490 Presidente: Campanato - Consigliere Estensore: Amendola - Parti: Procuratore generale della Repubblica presso Corte d'Appello di Firenze - F. L.

 

Violazioni: reato continuato

        L’istituto della continuazione presuppone un disegno criminoso che in quanto tale non è configurabile nei reati colposi. Deve essere quindi escluso il vincolo della continuazione tra il delitto doloso previsto dall’art. 189, cc. 1 e 6, CDS (cosi detto reato di fuga in caso di incidente stradale con danno alla persona) e il delitto colposo di cui all’art. 590 CP (lesioni colpose).

CORTE DI CASSAZIONE, SEZ. IV PENALE - 15 MAGGIO 2008, N. 19539

Presidente: Campanato - Consigliere Estensore: Galbiati - Parti: Procuratore Generale Repubblica presso Corte Appello (Ancona) - M. L.

 

 

Incidenti stradali: obbligo di arrestarsi e prestare soccorso - omissione

L’obbligo di fermarsi e di prestare assistenza, in caso di incidente in cui si sono registrati danni alle persone, grava su colui che si trova coinvolto nell’incidente medesimo, a prescindere dall’intervento di soccorso operato da terzi.

A tale riguardo la consapevolezza che la persona coinvolta nel sinistro ha bisogno di soccorso può sussistere anche sotto il profilo del dolo eventuale, che si configura normalmente in relazione all’elemento volitivo, ma che può attenere anche a quello intellettivo, quando l’agente consapevolmente e con valutazione ex ante, rifiuta di accertare la sussistenza degli elementi in presenza dei quali il suo comportamento costituisce reato, accettandone quindi l’esistenza.

CORTE DI CASSAZIONE, SEZ. IV PENALE - 15 MAGGIO 2008, N. 19521

Presidente: Morgigni - Consigliere Estensore: Koverech - Parti: P. C. - Corte Appello (Milano)

 

 

Responsabilità e concorso di colpa negli incidenti stradali

In tema di risarcimento dei danni derivanti da reati commessi durante la circolazione stradale è necessario accertare l’eventuale concorso di colpa del danneggiato. Tale accertamento, finalizzato a una corretta determinazione del danno spettante al soggetto passivo del reato, si effettua mediante l’esame completo delle modalità del sinistro e ponendo a confronto le azioni di tutti i soggetti coinvolti nell’incidente. Ne consegue la necessità di considerare anche l’incidenza del comportamento colposo della parte offesa nella produzione dell’evento dannoso.

CORTE DI CASSAZIONE, SEZ. IV PENALE - 9 MAGGIO 2008, N. 18878

Presidente: Brusco - Consigliere Estensore: Galbiati - Parti: A. A. - B. O., B. M., Assicuratrice XXX

 

 

contenuto del verbale di contestazione

        E’ facoltà dell’Amministrazione redigere il verbale di contestazione delle violazioni del Codice della strada con sistemi meccanizzati o di elaborazione dati. Ne consegue che prima di invocare la nullità del verbale per difetto di sottoscrizione occorre prima verificare se l’organo accertatore si era o meno avvalso della modalità di redazione meccanizzata.

CORTE DI CASSAZIONE, SEZ. II CIVILE - 13 MAGGIO 2008, N. 11865

Presidente: Settimj - Consigliere Estensore: Bertuzzi - Parti: Ministero dell’interno - C. M. G.

 

contenuto del verbale di contestazione

Nel giudizio di opposizione relativo a verbale di accertamento di violazione del codice della strada la sola documentazione allegata dall’opponente non è idonea, per la sua provenienza unilaterale, ad inficiare la fede privilegiata attribuita agli accertamenti effettuati e verbalizzati dagli agenti di polizia.

CORTE DI CASSAZIONE, SEZ. II CIVILE - 13 MAGGIO 2008, N. 11878

Presidente: Vella - Consigliere Estensore: Correnti - Parti: C. S - Ministero dell’interno

  

Segnaletica stradale: indicazioni da apporre sulla parte posteriore del segnale 

La mancata indicazione, sul retro del segnale verticale di prescrizione, degli estremi della ordinanza di opposizione non determina l’illegittimità del segnale stesso. L’utente della strada ha pertanto l’obbligo di rispettarne la prescrizione, non trattandosi di una difformità rispetto alla previsione normativa (art. 77 CDS) tale da rendere il cartello inidoneo a svolgere la funzione propria del segnale stradale, che è quella di rendere nota a tutti la norma di condotta da osservare. CORTE DI CASSAZIONE, SEZ. II CIVILE - 13 MAGGIO 2008, N. 11850 Presidente: Settimj - Consigliere Estensore: Migliucci - Parti: C. S. - Comune di Brescia 

 
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